Quanto investono i retailer nel marketing?

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Le attività di marketing e advertising sono fondamentali per fare in modo che un’attività fashion retail ottenga la maggior visibilità possibile.

La visibilità, infatti, è un elemento chiave sia per un negozio fisico che per un e-commerce, in quanto, di norma, un maggior numero di contatti si concretizza in un maggior numero di potenziali clienti che, se stuzzicati, potranno diventare clienti.

Per quanto riguarda le aziende italiane e il loro approccio al marketing, secondo Casaleggio Associati, televisione, radio e stampa vengono ormai considerati mezzi troppo tradizionali, “antiquati” e raccolgono complessivamente solo il 3% degli investimenti.

La maggior parte delle attività, invece, impiega il proprio denaro per le campagne di advertising tramite parole chiave.

Nel 2018 ben il 26% degli investimenti è stato destinato proprio a questa strategia di marketing; di conseguenza, Google AdWords è considerato il canale più efficiente per raggiungere nuovi potenziali clienti, ma anche il più semplice e veloce da utilizzare anche per chi non è in possesso di competenze specifiche.

All’attività di SEO, invece, è predisposto il 15% del budget degli investimenti delle aziende, con una leggera diminuzione (-4%) rispetto agli anni passati.

Questo perché le aziende si aspettano un risultato nel più breve tempo possibile, ma ciò non può avvenire con la SEO, che rappresenta a tutti gli effetti un investimento che porta risultati nel medio e lungo termine.

L’attività di e-mail marketing rimane stabile al 15%, ad evidenziare come le aziende italiane si stiano affacciando in modo sempre maggiore a questa tipologia di marketing.

Il 54% delle imprese nostrane, secondo Digital Target, ha adottato servizi di marketing automation nel corso dell’ultimo anno, in particolare per l’e-mail marketing (85%) la creazione di landing page (41%) e l’analisi dei dati raccolti sui clienti (37%).

Nell’ambito del marketing, i social media ricoprono una buona fetta di investimenti con il 16%; un dato che indica come tali piattaforme occupino un ruolo importante nel raggiungimento della visibilità per le aziende di cui non riescono più a fare a meno.

Secondo Net Strategy.it, il 71% delle attività sostiene che Facebook sia il social network più efficace, con Instagram che cresce notevolmente raggiungendo il 49%.

Anche Youtube ha una buona efficacia con il 35%, mentre LinkedIn rimane stabile al 19%.

Tuttavia, la preferenza per un social piuttosto che per un altro dipende soprattutto dal settore in cui è posizionata l’azienda e dall’obiettivo che vuole perseguire.

Eppure, nonostante questi dati, non tutte le aziende italiane sono contente dell’apporto ricevuto dai social network per aumentare il loro volume d’affari.

Solo il 25% delle attività ritengono soddisfacente il rapporto tra social marketing e fatturato, mentre il 51% sostiene che questo tipo di marketing sia “difficoltoso” in quanto non si riesce bene ad intuire che impatto abbia sulle vendite dell’azienda.

Un altro 25% delle attività addirittura dichiara una totale insoddisfazione nei confronti di questa strategia, che avrebbe uno “scarso impatto sulle vendite”.

Ciononostante, le aziende italiane continuano ad investire in questo tipo di attività: il 55% delle imprese ha incrementato le risorse destinate ai social media e il 31% prevede addirittura un investimento costante nel corso dei prossimi 5 anni.

Un discorso a parte meritano le chat, la nuova tendenza del marketing non solo in Italia.

Secondo InsideMarketing.it, della loro efficacia ne sono convinti il 48% dei consumatori, eleggendolo come il mezzo preferito per mettersi in contatto con un’azienda, soprattutto per la sua comodità di utilizzo.

L’utente così non è più costretto a mandare e-mail o telefonare, ma può richiedere maggiori informazioni scrivendo comodamente attraverso tool che conosce già molto bene.

A tal proposito, il 69% delle aziende dichiara di aver usufruito di soluzioni di messaggistica istantanea per dialogare con i propri clienti e il 52% vede questo processo come un punto di forza per accrescere il proprio business.

In questo ambito, tra gli strumenti preferiti dalle aziende al primo posto c’è Facebook Messenger, che ogni mese viene utilizzato da 1,3 miliardi di utenti, seguito da Whatsapp che, tramite la funzione Business, permette di creare un profilo aziendale con il quale rispondere in modo rapido ai clienti.

In tutto ciò non vanno assolutamente dimenticati i chatbot, che simulano alla perfezione l’interazione con un utente umano.

Il 15% dei consumatori afferma di averli utilizzati almeno una volta per mettersi in contatto con un negozio online/offline e di esserne rimasto particolarmente soddisfatto, soprattutto per il fatto di averli a disposizione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rispondendo così alle esigenze di One2One Marketing volute dalle aziende.

FONTE: JuliusDesign.net

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