Vendita online e struttura aziendale: come si stanno muovendo le imprese italiane

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La forte accelerazione del comparto dell’e-commerce in Italia negli ultimi anni ha determinato anche una trasformazione delle organizzazioni interne delle aziende che vendono sul web.

A testimoniare ciò è uno studio effettuato da Datareportal, che ha analizzato le attività messe in campo dalle PMI digitali del nostro Paese per adattarsi nel migliore dei modi alle nuove modalità di business introdotte dalla vendita online.

I primi dati riguardano gli investimenti a breve termine.

Il 52% delle aziende e-commerce italiane prevede, nei prossimi mesi, di destinare denaro in azioni di marketing e promozione del brand

Al secondo posto, si posizionano gli investimenti tesi a migliorare le prestazioni, l’usabilità e la user-experience del sito web (47%), mentre al terzo ci sono gli investimenti volti a

migliorare l’infrastruttura tecnologica (37%). 

L’adozione/ottimizzazione del CRM e della marketing automation sono previsti dal 33% delle imprese, la presenza sui marketplace dal 22%, il potenziamento del servizio logistica dal 21%, mentre l’attività di vendita all’estero dal 19%.

Il 16% delle aziende italiane prevede investimenti destinati all’inserimento o potenziamento del customer service/care, mentre il 15% alla personalizzazione dei prodotti proposti al cliente e/o della modalità di acquisto.

A seguire, ci sono le aziende che prevedono di destinare budget all’ampliamento e alla personalizzazione della modalità di pagamento (un altro 15%), alla personalizzazione delle modalità di consegna e di reso (11%), alle acquisizioni di società terze o start-up per

il potenziamento dell’e-commerce (4%) o dei sistemi di sicurezza (3%).

L’1% delle imprese che vendono online, invece, non ha in previsione di fare investimenti nel breve periodo.

Per quel che riguarda la struttura organizzativa, questa verrà ampliata, da parte delle aziende e-commerce italiane, soprattutto in termini di soluzioni di pagamento (48%).

Il 39% si concentrerà sulle spedizioni e sui resi gratuiti, il 33% su packaging, sede, trasporti e comportamenti più sostenibili, il 29% sulle spedizioni personalizzate ed il 28% su Click & Collect, locker e Delivery community service.

A chiudere la classifica ci sono le misure di sicurezza in termini di data protection, che verranno adottate dal 7% delle aziende, mentre il 16% non farà alcun intervento sulla propria struttura organizzativa.

Altro tema rilevante è quello della logistica.

Per risolvere i problemi legati alla spedizione di articoli venduti online, il 64% degli esercenti ricorre all’internalizzazione del magazzino in carico all’azienda stessa, il che permette di avere un maggiore controllo sullo stock e sulla spedizione.

il 17% affida la gestione della logistica di magazzino ad aziende partner, il 10% la esternalizzata ai marketplace mentre il 7% si avvale del dropshipping.

Per il 55% delle aziende web italiane il proprio servizio di spedizione è migliorabile, in quanto uno o più fornitori non sono all’altezza delle loro esigenze.

Il 36% lo ritiene soddisfacente, mettendo però in preventivo di cambiare a breve uno o più fornitori, mentre il 9% lo reputa insoddisfacente, in quanto ritiene di non aver raggiunto un ideale rapporto qualità/costi.

In tema di pagamenti digitali, per le aziende di e-commerce italiane la carta di credito è il mezzo più diffuso (50%), seguita dai digital wallet (28%) e dal pagamento alla consegna (9%).

Tra le altre modalità di pagamento si segnalano il bonifico (8%), i sistemi di rateizzazione (3%) e le transazioni via mobile (1%).

L’ultimo aspetto trattato dallo studio di Datareportal riguarda la figura dell’e-commerce manager.

Le attività principali oggi in carico all’e-commerce manager sono orientate alla vendita, come il monitorare le performance ed i dati sulla customer base (65%), ma comprendono numerose altre attività come il definire l’evoluzione delle strategie digital (54%) o gestire il team interno e le relazioni con le altre aree aziendali (53%).

Il 42% si occupa di definire ed evolvere le campagne di promozione, il 36% di organizzare l’evoluzione della piattaforma e l’innovazione tecnologica, il 35% di effettuare analisi di mercato e studiare l’evoluzione dei trend, il 33% di verificare l’operatività quotidiana ed il 24% di gestire la collaborazione con terze parti.

Con l’innalzamento del fatturato e del peso interno della divisione e-commerce, nelle aziende online ci sono ristrutturazioni organizzative per poter integrare meglio le attività digitali con il resto dell’azienda.

Per fare ciò, la prima voce in capitolo è l’aumento del personale nel team di lavoro.

Questo determina che il 36% delle PMI italiane che vendono online ha 4-6 risorse dedicate allo sviluppo dell’e-commerce, il 25% ne ha 2-3, il 12% tra le 7 e le 10, un altro 12% ne ha oltre 11, il 9% ne ha tra le 7 e le 11.

Il 6% delle aziende, invece, affida ad una sola risorsa l’intera gestione del proprio store digitale.

Infografica

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