Vendere all’estero: quali sono le opportunità per le aziende italiane

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L’Italia ha sempre ricoperto un ruolo importante in termini di commercio globale ed esportazione di prodotti.

Un ruolo che, a livello mondiale, pone oggi il nostro Paese nella Top 10 delle nazioni che vendono di più all’estero.

Un dato, questo, che offre un’ulteriore opportunità di business alle nostre PMI, per allargare i propri orizzonti e, con esso, il giro d’affari.

Ma quali sono i risultati raggiunti nell’ultimo anno dalle aziende italiane che vendono oltre i confini nazionali?

La risposta la forniscono Istat e ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) nel report “Commercio estero e attività internazionali delle imprese 2022”.

Lo scorso anno, le esportazioni italiane hanno raggiunto la cifra di 516 miliardi di €, con un incremento del +22,6% in termini di quantità e del +18,2% in valore.

Una crescita ottenuta per la maggior parte grazie alle vendite registrate verso i Paesi dell’area UE (aumentate del +24%), mentre le transazioni verso nazioni extra UE sono aumentate del +5,2%.

La presenza di imprese italiane all’estero viene definita dal report “rilevante e geograficamente diffusa”.

Sono 24.765 le aziende del nostro Paese (o estere ma controllate da imprenditori italiani) presenti in 174 nazioni del mondo, con un impiego di 1,6 milioni di addetti ed un fatturato di 567 miliardi di €.

Dunque, l’internazionalizzazione delle imprese italiane vale in un anno oltre 1000 miliardi di €.

Le nostre aziende sono presenti per il 90% in Germania, per il 76% in Francia, per il 71% in Spagna, per il 48% nel Regno Unito, per il 40% nel Nord Europa, per il 39% in Svizzera e USA, per il 23% nei Paesi Balcanici, per l’8% in Russia e America Latina, per il 6% in Giappone e Cina, per il 3% in India ed in altri stati asiatici e per il 2% in Africa.

Nel 2022, le aziende italiane che vendono all’estero sono state il 45%, in aumento del +7% rispetto all’anno precedente, quando erano il 38%.

Le regioni del Nord e Centro Italia sono quelle che esportano di più all’estero con il 90%, mentre il Sud rappresenta solo il 10%.

Oltre 136.000 operatori economici hanno effettuato vendite di beni all’estero dall’Italia nel 2022, con un aumento di quasi 10.000 unità rispetto all’anno precedente (127.265 nel 2021).

La distribuzione per valore delle vendite conferma la presenza nel nostro Paese di un esteso segmento di micro esportatori: 77.885 operatori, infatti, presentano un ammontare di fatturato all’esportazione fino a 75.000 €, con una percentuale di crescita del +10,3% rispetto al 2021.

Tuttavia, il contributo delle imprese alle esportazioni nazionali cresce all’aumentare della dimensione aziendale, espressa in termini di addetti.

Le grandi imprese esportatrici (1996 unità con almeno 250 addetti) hanno realizzato il 49% delle esportazioni nazionali, le medie imprese (50-249 addetti) il 30,6% mentre le piccole imprese (meno di 50 addetti) il 20,4%.

La strategia principale adottata dalle aziende italiane per essere presenti all’estero consiste nell’aver creato un sito multilingue (26%), mentre altre hanno adottato la strategia di una presenza specifica in alcuni Paesi o zone del mondo tramite la vendita sui marketplace (15%).

Il fatturato prodotto all’estero pesa in media per il 32% sul totale degli introiti delle PMI italiane, in salita rispetto al 29% del 2021.

In generale, rispetto a 12 mesi fa, le vendite all’estero sono aumentate per il 53% delle aziende (50% nel 2021), sono stabili per il 33% (40% nel 2021) mentre sono diminuite per il 14% (10% nel 2021).

Per quanto riguarda il comparto della Moda, nell’ultimo anno il settore ha trovato terreno fertile in particolare nel mercato tedesco (37%), seguito da quello francese (34%) e dagli Stati Uniti (29%).

I Balcani, invece, sono il Paese che ha registrato la crescita maggiore rispetto allo scorso anno (+25%), seguita dalla Scandinavia (+19%) e dal Medio Oriente (+13%).

Nello specifico, i prodotti fashion che hanno avuto più successo sono stati borse, pelletteria e pellicceria (14,4%) con gli articoli in pelle (10,7%) e l’abbigliamento (8,2%) a completare il podio.

In totale, le esportazioni di articoli moda dall’Italia hanno generato un fatturato di 18.625 milioni di €, con un peso sul totale del 3,6%.

Infine, il report effettua una previsione per quanto riguarda l’anno in corso.

Nel 2023 l’export italiano dovrebbe raggiungere un giro d’affari pari a 600 miliardi di €, cosa che consentirebbe al nostro Paese, attualmente all’8° posto nel mondo, di mantenere la sua quota di mercato globale pari al 2,7%.

Infografica

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