Brand Reputation Online: cosa fanno le aziende italiane per aumentarla

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Secondo i dati forniti da un recente studio di EconomyUp, nell’ultimo anno si è rilevata una forte accelerazione verso la digitalizzazione e la presenza sul web delle aziende italiane, con l’obiettivo dichiarato di incrementare la propria Brand Reputation Online.

Ciò è avvenuto seguendo tre strade:

  1. la creazione di un sito e-commerce personale;
  2. la realizzazione di una strategia omnicanale;
  3. l’aumento delle attività di promozione online.

Creazione di un sito e-commerce personale

Analizzando il primo punto, si può notare come il 31% delle aziende nostrane abbia sviluppato il proprio e-commerce personalizzato scegliendo una piattaforma ad hoc perché più facilmente adattabile alle proprie specifiche esigenze, mentre la seconda soluzione più utilizzata è Magento (21%).

A seguire ci sono Prestashop e Woocommerce, rispettivamente con il 12% e il 10%, Shopify e Storeden (entrambe al 4%), poi le altre soluzioni come OpenCart, Salesforce, Drupal, Joomla, OsCommerce e Oracle, tutte al 2%.

Realizzazione di una strategia omnicanale

Per quel che riguarda il secondo punto, la realizzazione di strategie omnicanale è dettata dal fatto che oggi il 69% degli utenti online si aspetta di vivere esperienze d’acquisto senza ostacoli, completamente connesse. 

Pertanto, il 56% dei brand ha dato la possibilità di acquistare online e poi di effettuare il reso in negozio, mentre il 22% dei retailer ha permesso di prenotare la merce sul web per poi provarla/acquistarla nello store fisico.

Il 75% dei business online che ha adottato strategie omnicanale ha aumentato le vendite, il 64% ha incrementato la fedeltà dei clienti e il 62% ha acquisito vantaggi competitivi. 

Cercare di riconoscere il cliente e comprendere il suo comportamento d’acquisto su tutti i canali risulta essere la principale strategia che le aziende attueranno nei prossimi due anni (26%), seguita dall’implementazione di strumenti di up e cross selling (18%) e dalla possibilità di rendere disponibili le informazioni sullo stock dei prodotti (17%).

Nel 14% dei casi, le aziende pensano di promuovere il click & collect e nel 10% di accettare in store i resi di acquisti effettuati online.

Tra le altre strategie legate all’omnicanalità ci sono: fornire store locator sul sito o sull’app (9%), favorire i pagamenti digitali in store (9%) e dare ai negozi gli strumenti digitali per l’accesso alle informazioni e alla gestione delle attività (9%). 

Il 5% delle aziende, invece, pensa di rendere disponibile il wi-fi in store per l’accesso ai contenuti e il 3% a promuovere il self checkout.

Al trend dell’omnicanalità è strettamente collegato quello della personalizzazione, infatti l’86% dei consumatori ritiene che questa abbia un forte impatto sulle decisioni di acquisto, mentre il 31% desidera maggior personalizzazione nella propria shopping experience.

Il 92% dei consumatori acquista da canali diversi e questo consente di raccogliere i dati da più punti; quindi, mostrare dei prodotti consigliati durante lo shopping online, sulla base degli interessi e dei comportamenti degli utenti, aiuta a far crescere il fatturato ed aumentare lo scontrino medio. 

Lo testimonia il fatto che il 37% degli e-shopper effettua un ordine dopo aver cliccato su un prodotto consigliato e, in questi casi, il valore dello scontrino è del 10% superiore alla media.

Inoltre, l’81% degli utenti si aspetta che le aziende utilizzino le nuove tecnologie per creare esperienze di acquisto migliori e, i retailer che hanno adottato sistemi di automazione, vendono l’11% in più rispetto alla concorrenza.

Questa esigenza si riflette soprattutto nel mondo delle spedizioni: il 60% di chi acquista online considera molto importante la possibilità di scegliere dove il prodotto sarà consegnato, mentre il 49% dà la stessa importanza alla scelta dell’orario di consegna.

Aumento delle attività di promozione online

Terzo ed ultimo punto è quello che riguarda l’attività di promozione online, che soddisfa il 39% degli imprenditori i quali la identificano come la strada giusta per aumentare la propria brand reputation.

Entrando più nello specifico, tra le azioni di marketing più utilizzate, quelle SEM (Search Engine Marketing) continuano a raccogliere la maggior parte degli investimenti (20%). 

Al secondo posto troviamo Tv, Radio e Stampa con il 13% e, al terzo posto, la SEO (Search Engine Optimization) con il 12%. 

In sostanza, più del 30% dell’investimento pubblicitario è dedicato ai motori di ricerca, mentre alle attività di Social Media Marketing è deputato l’11%, mentre all’Email Marketing il 9%.

Seguono altri tipi di sponsorizzazioni (7%), Remarketing e Retargeting (5%), le attività sui Comparatori di prezzi (5%) ed infine Banner (4%), Affiliazione (4%) e Programmatic (3%).

Tra le strategie da mettere in atto per incrementare la brand reputation online, il 40% delle aziende italiane ha dichiarato che entro i prossimi due anni provvederà all’ottimizzazione del sito in termini di velocità, prestazioni e customer experience. 

Il 33% vuole adottare o ottimizzare il CRM per attività di marketing automation, mentre il 27% pensa alla personalizzazione dei prodotti e al retargeting.

L’inserimento delle recensioni dell’esperienza di acquisto sarà attuato dal 21% delle aziende, seguito dalla presenza diretta sui marketplace (19%), il potenziamento del customer service (19%) e l’internazionalizzazione del sito con opzioni multilingua (18%).

Il 14% delle attività, invece, pensa ad un cambio di piattaforma CMS o alla presenza su piattaforme che distribuiscano sui marketplace (11%).

Infografica

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