Brand Reputation Online: cosa fanno le aziende italiane per aumentarla

0
1194

Secondo i dati forniti da un recente studio di EconomyUp, nell’ultimo anno si è rilevata una forte accelerazione verso la digitalizzazione e la presenza sul web delle aziende italiane, con l’obiettivo dichiarato di incrementare la propria Brand Reputation Online.

Ciò è avvenuto seguendo tre strade:

  1. la creazione di un sito e-commerce personale;
  2. la realizzazione di una strategia omnicanale;
  3. l’aumento delle attività di promozione online.

Creazione di un sito e-commerce personale

Analizzando il primo punto, si può notare come il 31% delle aziende nostrane abbia sviluppato il proprio e-commerce personalizzato scegliendo una piattaforma ad hoc perché più facilmente adattabile alle proprie specifiche esigenze, mentre la seconda soluzione più utilizzata è Magento (21%).

A seguire ci sono Prestashop e Woocommerce, rispettivamente con il 12% e il 10%, Shopify e Storeden (entrambe al 4%), poi le altre soluzioni come OpenCart, Salesforce, Drupal, Joomla, OsCommerce e Oracle, tutte al 2%.

Realizzazione di una strategia omnicanale

Per quel che riguarda il secondo punto, la realizzazione di strategie omnicanale è dettata dal fatto che oggi il 69% degli utenti online si aspetta di vivere esperienze d’acquisto senza ostacoli, completamente connesse. 

Pertanto, il 56% dei brand ha dato la possibilità di acquistare online e poi di effettuare il reso in negozio, mentre il 22% dei retailer ha permesso di prenotare la merce sul web per poi provarla/acquistarla nello store fisico.

Il 75% dei business online che ha adottato strategie omnicanale ha aumentato le vendite, il 64% ha incrementato la fedeltà dei clienti e il 62% ha acquisito vantaggi competitivi. 

Cercare di riconoscere il cliente e comprendere il suo comportamento d’acquisto su tutti i canali risulta essere la principale strategia che le aziende attueranno nei prossimi due anni (26%), seguita dall’implementazione di strumenti di up e cross selling (18%) e dalla possibilità di rendere disponibili le informazioni sullo stock dei prodotti (17%).

Nel 14% dei casi, le aziende pensano di promuovere il click & collect e nel 10% di accettare in store i resi di acquisti effettuati online.

Tra le altre strategie legate all’omnicanalità ci sono: fornire store locator sul sito o sull’app (9%), favorire i pagamenti digitali in store (9%) e dare ai negozi gli strumenti digitali per l’accesso alle informazioni e alla gestione delle attività (9%). 

Il 5% delle aziende, invece, pensa di rendere disponibile il wi-fi in store per l’accesso ai contenuti e il 3% a promuovere il self checkout.

Al trend dell’omnicanalità è strettamente collegato quello della personalizzazione, infatti l’86% dei consumatori ritiene che questa abbia un forte impatto sulle decisioni di acquisto, mentre il 31% desidera maggior personalizzazione nella propria shopping experience.

Il 92% dei consumatori acquista da canali diversi e questo consente di raccogliere i dati da più punti; quindi, mostrare dei prodotti consigliati durante lo shopping online, sulla base degli interessi e dei comportamenti degli utenti, aiuta a far crescere il fatturato ed aumentare lo scontrino medio. 

Lo testimonia il fatto che il 37% degli e-shopper effettua un ordine dopo aver cliccato su un prodotto consigliato e, in questi casi, il valore dello scontrino è del 10% superiore alla media.

Inoltre, l’81% degli utenti si aspetta che le aziende utilizzino le nuove tecnologie per creare esperienze di acquisto migliori e, i retailer che hanno adottato sistemi di automazione, vendono l’11% in più rispetto alla concorrenza.

Questa esigenza si riflette soprattutto nel mondo delle spedizioni: il 60% di chi acquista online considera molto importante la possibilità di scegliere dove il prodotto sarà consegnato, mentre il 49% dà la stessa importanza alla scelta dell’orario di consegna.

Aumento delle attività di promozione online

Terzo ed ultimo punto è quello che riguarda l’attività di promozione online, che soddisfa il 39% degli imprenditori i quali la identificano come la strada giusta per aumentare la propria brand reputation.

Entrando più nello specifico, tra le azioni di marketing più utilizzate, quelle SEM (Search Engine Marketing) continuano a raccogliere la maggior parte degli investimenti (20%). 

Al secondo posto troviamo Tv, Radio e Stampa con il 13% e, al terzo posto, la SEO (Search Engine Optimization) con il 12%. 

In sostanza, più del 30% dell’investimento pubblicitario è dedicato ai motori di ricerca, mentre alle attività di Social Media Marketing è deputato l’11%, mentre all’Email Marketing il 9%.

Seguono altri tipi di sponsorizzazioni (7%), Remarketing e Retargeting (5%), le attività sui Comparatori di prezzi (5%) ed infine Banner (4%), Affiliazione (4%) e Programmatic (3%).

Tra le strategie da mettere in atto per incrementare la brand reputation online, il 40% delle aziende italiane ha dichiarato che entro i prossimi due anni provvederà all’ottimizzazione del sito in termini di velocità, prestazioni e customer experience. 

Il 33% vuole adottare o ottimizzare il CRM per attività di marketing automation, mentre il 27% pensa alla personalizzazione dei prodotti e al retargeting.

L’inserimento delle recensioni dell’esperienza di acquisto sarà attuato dal 21% delle aziende, seguito dalla presenza diretta sui marketplace (19%), il potenziamento del customer service (19%) e l’internazionalizzazione del sito con opzioni multilingua (18%).

Il 14% delle attività, invece, pensa ad un cambio di piattaforma CMS o alla presenza su piattaforme che distribuiscano sui marketplace (11%).

Infografica

Articolo precedentePMI, Amazon e gli altri marketplace: quale rapporto c’è nel panorama italiano?
Articolo successivoCosa apprezzano di più gli italiani quando comprano online

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui